Cosa dicono di me - Carlotta Castelletti

Carlotta Castelletti
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Cosa dicono di me

Testo Critico anno 2010
Al centro della misurazione pittorica di Carlotta Castelletti è la donna che dice a se stesso. Un universo femminile dove parlare sono cifre che si trovano nella rappresentazione del non detto loro essenza. Donne dai lineamenti ben definiti e "tempestate" dei segni che invadono il loro corpo. A livello cromatico dell'artista predilige colori tra loro antinomici che tendono a mettere in risalto l'essenzialità del tratto pittorico. Carlotta Castelletti va oltre la pura figurazione accademica, al fine di trovare nei sentimenti dello spirito i valori espliciti attraverso le sue pennellate.

I suoi soggetti femminili dal viso angelico, appaiono in ogni sua rappresentazione allo stesso tempo "femme fatale” e portatrici di dubbi e misteri amletici. Un universo quello femminile che è difficilmente interpretabile. Le sue donne così sicure e provocanti sono portatrici di grandi segreti. Gli argomenti trattati fanno dell'artista una profonda conoscitrice della donna metropolitana. Di una donna che vive in questa società e cerca di alienarsi da essa. Una pittura che si fa carico dei sentimenti più profondi che, con una naturale eleganza, sono riportati in scena.

Salvatore Russo
  
CARLOTTA  CASTELLETTI
PERSONALE   D’ARTE

Bisogna sostare davanti agli sguardi delle creature protagoniste delle sue Opere: sono affascinanti, carichi di vibrazioni che arrivano prontamente e seducono la mente di chi guarda: aggettano da un meraviglioso fondale che è gioco di forme vegetali e cromie riversate su stoffa damascata, che inebriano ed esternano lo scorrere della complessità del mondo che ci circonda.
E' pittura evocativa quella di Carlotta Castelletti, Artista sensibilissima dotata di profonda capacità creativa e di indagine, che ricerca  all'interno di una profusione di ornati simbolici, del cui significato ognuno attraverso il suo vissuto personale si fa interprete, i ritmi di quel linearismo che si svolge armonioso, continuo, non si  risolve in maniera  finita tra  le forme che  si allungano, si flettono, si rincorrono nell'incalzare ripetuto che trasforma e crea una ariosa circolarità accompagnata da un delicato lirismo di colori vivi,  perlacei, dai bagliori dell'oro, per poi tornare silenziosamente all'inizio e riavvolgersi nuovamente  in se stesso.
E’ un’Arte che viene da lontano, supera un insieme di fonti e influenze storiche: sfiora i misteri dell’Oriente, si entusiasma per l’esplosione della primavera di fregi floreali rampicanti dell’Art Nouveau,  si accosta all’ornato simbolico dei grandi rappresentanti  della Secessione Viennese, e tocca, solo sfiorando, le lusinghe di epoche passate, per  poi con un colpo d’ala tutta femminea esternare  e comporre l’evasione che  seduce  in un linguaggio colto e raffinato fino alla sensualità.
Nascono così Opere eleganti dalle forme semplificate e dolcissime, che si ripetono in maniera aggraziata, segnate da contorni netti: è poesia e la poesia tende all’estetismo in dipinti che sono la tacita espressione di sentimenti profondi, elementari, genuini, fatti  quasi per riannodare fili sottili di antiche trame che conducono all’Idea del Bello.
Carlotta rivede nel gioco degli opposti l'intera realtà cosmica, la totalità dell’Essere data dall’unione delle parti femminile e maschile, facce di un unico destino dal volto umano, una stessa realtà concepita tra Spirito e materia in continua lotta e resurrezione:  risolve questa tensione percorrendo l’infinità dell’orizzonte e la faticosa scala verticale dell’ascesa, l’immensità dell’azzurro senza confini e l’affermazione  del particolare, conferma e  limite che si staglia nell’Universalità.  
L'Artista Carlotta Castelletti, personalità esuberante ed  eclettica,  lavora con la carta, con la plastica, con tessuti e metalli e sviluppa composizioni scultoree astratte o naturalistiche  che  abitano lo spazio e ci riportano alla Natura: sono apparati di arredo, originalissime  poltrone intrecciate di steli e corolle che ci riportano alle nostre radici, a quello che eravamo tempo addietro, a quando vivevamo in stretto contatto con la terra  coperta d'erba e di fiori, altri germogli  li troviamo appesi all'abito composto con boccioli di plastica multicolori,  vivacissimi frammenti volanti, mossi dall'aria, brandelli che rinati quasi per  magia dalle abili dita di una fata brillano, come  ritagli  di luce invitati, per incanto, a una festa di mezza estate.  
                                                             
Marifulvia Matteazzi Alberti         

  
Testo critico anno 2012

Carlotta Castelletti è una giovane artista capace di muoversi tra i confini mutevoli del figurativo e della pittura materica. Le sue opere esplicitano questa complicata ambivalenza, configurandosi quali intricati labirinti cognitivi, conducenti ad un centro ideale in cui la corposità patinata della materia si coniuga con il fascino conturbante dei soggetti, prevalentemente femminili. Le doti disegnative di Carlotta le permettono di tracciare elegantemente profili e silhouette di donne, a metà tra un’idealizzazione tipologica venata di caratteri esotici e una cruda fisicità che impone una sorta di erotico atteggiamento contemplativo di fronte alle sue opere. […] Lo scopo è sottolineare la bellezza e la morbidezza dei nudi femminili. I mezzi per raggiungere la salda delicatezza figurale sono però affidati non soltanto all’accortezza grafica, ma, in modo ancora più convincente, all’uso del colore. Talvolta acquerellato ed evanescente, talaltra rutilante e caldo. L’apice nell’uso di differenti cromie è raggiunto, a mio avviso, nell’opera DAMAOSCURA. In questa circostanza, una serie di opacità sono create dal rapporto tra una gradazione violacea omogenea e cangianti sfumature nel nero scenografico dello sfondo. I toni scuri e stesi in modo complessivamente piatto sono circoscritti dai segni grafici prodotti dalle linee del corpo e dalle coreografie floreali che avviluppano la protagonista stessa. Lo sguardo è fiero e malinconico, i lineamenti sottili e provocanti. Il punto più alto, nell’economia complessiva del dipinto, è raggiunto nell’uso della tonalità oro. Quest’ultima cromia caratterizza la copiosa chioma del soggetto, circoscrivendone l’apparizione violacea in una sorta di aura spiritualizzante. L’oro è la tinta dominante, essa si riverbera nell’ambigua scenografia tingendo di auree vibrazioni il fogliame. Al di là di ogni interpretazione psicologistica o situazionistica dell’opera, il suo fascino si esprime sufficientemente nel preziosismo luministico e cromatico che l’artista è in grado di ottenere. Comparando DAMAOSCURA ad altre opere della stessa autrice, ci si avvede di alcune note dominanti che connotano il suo stile. Da un lato, l’uso coreografico e decorativo degli arabeschi floreali. Elementi destinati ad impreziosire con gusto liberty i dipinti, benché, concettualmente, essi acquisiscano la funzione di agenti coprenti il libero manifestarsi delle figure femminili, dipanando l’impeto della fisicità dei loro corpi. I fiori anticipano il mistero rappresentato dalle anonime figure, rendendo più intrigante la scoperta degli enigmi che quelle donne nascondono. […] Vivere, anche solo da spettatori di un’opera, quest’emozione dipinta, è l’affascinante conclusione dello stile di Carlotta Castelletti, giovane artista di interessanti prospettive per il futuro.
Daniel Buso


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